giovedì 25 settembre 2008

Coincidenze Collaterali

Io non voglio credere agli oroscopi e li odio, sopratutto quando ci azzeccano.
Probabilità ok, schema mentale e bug del cervello per cui leggi e valorizzi solo le cose che quagliano ignorando il resto ok.
Alla fine il meccanismo è lo stesso dei giochi di prestigio, ma sapere come funziona purtroppo non mi impedisce di andare in rage.
Emotivo? eh porca puttana si!
Leggi ed è come se il creato sia li a prenderti per il culo.
E odio le coincidenze al limite delle probabilità e sopratutto odio le catene di sant'antonio via mail che un po' per deformazione professionale un po' per partito preso non leggo e non faccio mai e la volta che senza motivazione plausibile mi metto a leggere mi scopro ad odiarle ancora di più perché... perché cazzo è innegabile che sto giro ci hanno preso e che c'è del metodo.

Giornalmente arrivano nella mie caselle mail tonnellate di oroscopo-fortuna-catene che vengono sistematicamente ed impietosamente cestinate dallo spam filter o direttamente dal sottoscritto nonostante la maggior parte di esse minacci decenni di terribile sfiga, inondazioni, cavallette, pioggia di fuoco e/o apertura dei sette sigilli.
Quello che urta ferocemente il mio già provato sistema nervoso è che tra tutte le decine catene che arrivano per... boh, curiosità immagino, quella che apro e leggo ci azzecchi.

Coincidenza.
"saran tutte così"

Allora preso dal nervoso sono andato ad aprirne altre scovando i soliti "gatti cinesi in scatola, basta!", "non fermarti in superstrada quando ti toccano dentro il finestrino o ti rapinano", "lega per la protezione del coguaro cingalese fai girare che è importante", "il tuo vero segno zodiacale", "mi serve un rene nuovo chiedi in giro", etc

Niente che mi riguardi quindi? come si spiega? butterfly effect? karma? grandi numeri? o semplicemente sfiga.

martedì 23 settembre 2008

Sushi for Dummies

Stasera ho un tantinello esagerato con la piscina e sono uscito cercando di distinguere al meglio l'alto dal basso.
Per non saper né leggere né scrivere mi sono fatto quei dieci minutidi idromassaggio (a sbafo) che mi hanno aiutato a ripigliarmi un attimo.
A dirla tutta mi stavo addormentando.

Se è stato per tutta quell'acqua non lo so, ma sta di fatto che sulla strada di casa mi prende sta voglia atavica di sushi e per convincermi ulteriormente dico ad alta voce, «cazzo ho proprio voglia di sushi»
Milano o Como?
Le gambe mi tremano e sinceramente non ho tutta sta voglia di farmi sta botta di chilometri alle 9 di sera per mangiare da solo.
«Però ho una cazzo di voglia di sushi»
Allora mi viene in mente il saggio Kaboom che in una sorta di apparizione via di mezzo tra un maestro Jedi e D'Artagnan mi ricorda che all'esselunga vendono sushi.

L'esselunga! mi illumino come Jake "Joliet" Blues quando vede la luce.
L'estasi mistica si interrompe quando realizzo che Kabbo intente la sua di esselunga, che da qui sarà all'incirca come andare ad inculandia o all'equidistante alfa centauri.

Perché cazzo devo stare dove c'è l'esselunga sfigata, nelle altre vendono la coca in bottiglia di vetro e il sushi, boia ce le ho tutte io?
No! fiducioso del sistema globalizzato esselunga decido di provarci lo stesso e 3,8 minuti dopo atterro nel parcheggio con una manovra da far invidia ai cugini Duke di hazzard.
Più che altro per la macchina, visto che la mia clacson escluso è decisamente meglio del generale lee.
(ha delle feature interessanti, tipo che portiere si aprono)

Sono le 21 e il cartello mi dice che ho ancora un ora, ma ci sono poche persone in giro e la maggior parte sono alla cassa l'impressione di chiusura imminente è nell'aria.
Tuttavia entro con espressione affamato-antisocial-arcigna, capelli spettinati, occhi rossi (da cloro, ma questo lo so io), barba lunga, felpa e jeans, in pratica la descrizione media del tizio che da motivo di esistere al servizio di sorveglianza.
Pensando banco frigo, banco frigo, banco frigo faccio slalom tra le corsie con l'andatura rilassata di JacK Bauer.

Arrivo a destinazione e dietro c'è una ragazza con carnagione vampirica e capelli neri che mi ricorda un po' la tipa di shining e non è un complimento.
Lei saluta molto cortesemente e io faccio altrettanto mentre scansiono quello che c'è dietro il vetro con l'avidità e l'impazienza tipiche di un bambino di sei anni davanti ad un giocattolaio.

Nothing, Niente, Nada, Niet.

Uff, ma io ho voglia di sushi.

Guardo la commessa che sembra possedere il segreto dell'allegria perché pare contenta come fosse il suo compleanno.
Per un attimo mi chiedo che cazzo avrà mai da essere così entusiasta il martedì sera alle ventuno
nel reparto pescheria dell'esselunga.

Riappare il Jedi-Kaboom azzurrino e traslucido che pacato mi dice «Rosichi giovane Padawan?»

Allontano l'immagine buttando li un interrogativo: «uhm... sushi?»

La vampira risponde, «si guarda è rimasto quello» ed indica l'ovvio piatto di sushi che sta in centro al bancone e che sono convinto abbia fatto apparire magicamente perché porca eva prima non l'ho visto, cioè non c'era cazzo.

«AH...» La mia espressione beota deve averla ripagata di tutte le otto ore di turno.
«Si lo prendo, ma tranne quelli col salmone»
La figlia di dracula invaschetta il tutto e mi chiede come mai non voglio il salmone che di solito è il più ricercato.
Io inspiro alzo l'indice e sto per spiegarle tutta la pappardella, ma poi proprio non ne ho voglia e le dico solo che non mi piace.

«Guarda c'è anche quello cotto al vapore se vuoi»
Sushi cotto? che mi pigli per il culo? penso.
Ma poi realizzo che a parlare senza sapere non può venirne fuori niente di buono e stasera non ho voglia di prendere lezioni di cucina giapponese da "wendy, tesoro".
«Aah no grazie prendo solo quello al tonno e i maki, grazie molto gentile»

Mi dileguo.

Arrivo a casa e mi accorgo che la nonmorta non mi ha messo le bacchette, cazzo, con le mani a mezz'aria tipo chirurgo guardo sconsolato la vaschetta e tristemente mi rendo conto che non posso mangiare sushi con la forchetta, cioè ok volendo anche si, però sarebbe come mangiare un toast con coltello e forchetta, e no, non si fa.
Qualcosa (che sia la forza?) mi attira verso il cassetto delle posate e senza ben sapere il perché rovisto in mezzo a forchette e coltelli in una ricerca che sembra vana fino a quando incredibilmente trovo le almost-dimenticate bacchette del ristorante cinese, cimeli perduti e ritrovati.
Si! Sono così contento che improvviso una jam session di batteria sulla confezione trasparente, mi fermo giusto l'attimo prima di lanciare le bacchette verso il pubblico.

Siedo.

Io, Bacchette, Sushi.

Manca qualcosa.

...

...ok mangio va.


Il delicato sapore del sushi mi distoglie dal turbine di pensieri.
Minchia una merda, ma una merda, ma una tale merda che vorrei sedermi sulla sponda del fiume di pietra e piangere, sembra di mangiare strisce di plastica adagiate su colla stick UHU.

«Beh sicuramente i maki saranno meglio, a me piacciono i maki, tutti sanno che sono buoni i maki»
Spalanco le ganasce e Oplà.
No.
No, coè fanno schifo uguale.

Al che scatta un carosello di imprecazioni che va dall'antico giappone feudale fino alla descrizione delle colorite abitudini sessuali della madre del signor esselunga, passando dalla discendenza di dracula e arrivando a toccare l'ordine dei cavalieri Jedi nella sua intierezza.

Concludo con un semplice asciutto e signorile vaffanculo.
Il panegirico è così vissuto e sofferto che al termine mi aspetto quasi l'applauso.

Invece entra in cucina mio padre e mi dice:
«Oh parli da solo? ma sei scemo?»
«No è che... »
Alzo la mano e chiudo gli occhi cercando le parole migliori per spiegare, ma non le trovo e allora
«No niente»
«Vabò, booonnanotti» (in sardo)
«'notte»

Concludo la serata con un toast standard prosciutto cotto/sottiletta, una Grazie-Dio-Gulden Draak e scrivendo queste porcherie senza capirne l'esatto motivo.

lunedì 22 settembre 2008

domenica 21 settembre 2008

Outing

Ok va bene lo ammetto, inutile negarlo oltre:

Mi piace l'ultimo singolo di Cremonini.

Minchia che liberazione.

Si cazzo, mi piacciono la musica e le parole e non è tutto, perché lo scrivo a chiare lettere, mi piace anche maggese.
Ne parlavamo ieri sera e spalleggiato dall'ambrata (che per essere artigianale non era nemmeno sta meraviglia) finalmente l'ho ammesso tipo outing, è un sollievo.
Non mi importa se legioni di metallari mi additeranno come eretico ed untore, non ci posso fare niente se mi piace, alcune cose te le scegli altre no.

E già che son qui se devo dirla tutta a parte il nome, mi piace anche l'ultimo album dei metallica e non lo sto scrivendo per pareggiare i conti, mi piace sul serio, è vero che son tornati a pestare come si sente dire in giro.
Va bene, correzione: i Metallica degni di questo nome si sono fermati al Black Album (qualcuno sostiene pure prima), posso anche essere d'accordo, mettiamola così: l'attuale gruppo "pop" che usa il nome dei Metallica ha fatto un bell'album.
...Certo che per Unforgiven 3 potevano anche trovare un altro nome, evidentemente ci si sono affezionati.

E per chiudere in bellezza anche se un sacco di gente lo negherebbe sul letto di morte, sopratutto i puristi, so di per certo che sono molti, moooolti, mooooooooolti quelli che quando passa la nuova pubblicità dell'alfa fanno andare il piedino al ritmo di Technologic dei Daft Punk e magari nemmeno sanno cosa stanno ascoltando!

I SEE YOU! *fa il segno con le due dita agli occhi*

Non per menarla ulteriormente, ma Human after all sta sul mio ipod da quando è uscito nel 2005.

Non è questione di non saper scegliere un genere, è questione di essere anche capaci di ascoltare qualcosa di diverso senza cadere in discorsi esclusivi da fanatici estremisti del cazzo.
Musicalmente parlando non penso sia sbagliato spaziare un po' provando ad ascoltare anche musica molto distante dai propri parametri standard.
Magari si viene a scoprire che quella canzone è bella e che le parole dicono proprio quello che volevi dire.
O magari dopo attenta analisi di musica e testo ti rendi conto che ci sono gruppi la cui unica utilità è quella di alimentare un inceneritore, tipo i Finley o i Tokyo hotel...
Ok scherzo.
Anche perché non so il mondo, ma al sottoscritto ascoltare sempre sempre la stessa roba dopo un po' sbrindella i maroni.

sabato 20 settembre 2008

Monorail Cat


é me-ra-vi-glio-so!* e ha un unico, importante scopo, quello di ricordarmi quanto ho riso quando
mi hanno passato questa foto.

*potrei sbagliarmi, ma ho dato per scontato che il tatone qui sopra sia un maschio visto che in genere le gatte hanno un espressione un tantinello più intelligente.

venerdì 19 settembre 2008

Hysteria


Muse
2004
...

it's bugging me, grating me
and twisting me around
yeah I'm endlessly caving in
and turning inside out

'cause I want it now
I want it now
give me your heart and your soul
and I'm breaking out
I'm breaking out
last chance to lose control

yeah it's holding me, morphing me
and forcing me to strive
to be endlessly cold within
and dreaming I'm alive

'cause I want it now
I want it now
give me your heart and your soul
I'm not breaking down
I'm breaking out
last chance to lose control

and I want you now
I want you now
I feel my heart implode
and I'm breaking out
escaping now
feeling my faith erode

video

giovedì 18 settembre 2008

The Glad Game

Quando aprì gli occhi si trovò immerso nell'oscurità, senza alcun indizio su chi fosse o perché si trovasse legato mani e piedi a quello che al tatto sembrava un tavolo in legno.
Il panico e l'emicrania lancinante resero arduo il compito di rovistare nella memoria alla ricerca di risposte.
Impossibile determinare dopo quanto tempo ricordò il suo nome e sebbene i postumi della droga stavano via via scomparendo rinvenì solo vaghi, fumosi ricordi della notte precedente.
Tentò disperatamente di forzare le cinghie di cuoio, ma ben presto si rese conto che l'operazione sarebbe stata impossibile perfino se fosse stato nel pieno delle forze e presto abbandonò l'idea.
Dopo un tempo che parve infinito sentì lo scatto di una serratura e la corrente di aria fresca proveniente dalla porta gli regalò degli attimi di sollievo.
Stava per chiedere aiuto e spiegazioni, ma la voce gli morì in gola quando vide il volto della giovane donna che entrò reggendo una lampada ad olio.
In quel preciso istante ogni pezzo del puzzle andò al suo posto, fu tutto chiaro e capì che non ci sarebbe stato nessun aiuto per lui.

«Quindi siete voi»
La giovane donna annuì con studiata lentezza, godendo di quella ammissione.
«Se mi è lecito come...»
«Nell'assenzio»
«Nell'assenzio!» ripetè l'uomo rivolgendo lo sguardo al soffitto colpito dall'improvvisa rivelazione «è ovvio, in modo da coprirne l'odore»
«Il vostro vizio vi ha tradito signor Abberline» aggiunse la donna appoggiando la lampada su un tavolino accanto ad una scatola in legno dall'aspetto costoso.
«Che stupido, che maledetto stupido sono stato!» sbottò l'ispettore in un impeto di rabbia e frustrazione.
«Non siate così severo con voi stesso signor Abberline, voi non siete affatto stupido, al contrario siete fin troppo intelligente ed è proprio il vostro acume che ci costringe qui ed ora, capirete bene che vi siete spinto troppo in la».
«E' finita dunque» disse l'uomo con amara rassegnazione.
la donna lasciò volontariamente in sospeso la risposta mentre con fare impeccabile si accomodò sulla poltrona davanti al tavolo.
«Non vedo soluzioni compatibili con la sopravvivenza di entrambi signor Abberline» aggiunse con voce neutra.
«Tuttavia vi rispetto e non è certo mia intenzione negativizzare più del necessario questo nostro ultimo incontro, immagino abbiate delle domande»
«Ditemi! avevo visto giusto? Snow, Pendleton, Nancy, il dottor Chilton e l'uomo in Parker street erano opera della stessa mano, eravate, mio dio! eravate voi!»
«E' un peccato che lo abbiate realizzato solo ora, sarei stata a mio modo lusingata se foste stato voi a mettermi in scacco, ebbene si le persone sulla vostra lista sono state tutte mie ospiti signor Abberline, tuttavia mi insultate non citando la mia opera migliore»
«Vi riferite a Miss Harrington»
«...Zia Polly era simile a voi, così intelligente e acuta tanto da essere quasi giunta alla verità» lo sguardo della donna divenne vitreo, assente visualizzò il passato, per un attimo parve provare sentimenti.
«Ho tentato di spiegarle il mio punto di vista mentre ...lavoravo su di lei, ma dubito abbia compreso pienamente, è un peccato, dopotutto lei era la principale artefice di quello che sono ora, ma forse con voi avrò maggiore fortuna»
«Tutto questo è assurdo, ma perché, perché?»
«Perché? La banalità della vostra domanda mi sorprende, non vi nascondo che da un uomo come voi mi sarei aspettata maggiore sensibilità, dopo l'oppio il "perché" è la vostra maggiore ossessione signor Abberline»
«Non mi avete risposto»
«Non è così incredibilmente palese? l'orfanotrofio mi ha creato, zia Polly mi ha creato, la cosidetta gente per bene, le assicuro che ognuno ha contribuito a proprio modo.
Vede uno dei pochi principi universalmente validi è che ad ogni azione corrisponde una reazione signor Abberline, hanno abusato e prosciugato ogni scintilla di vitalità e ottimismo di una bambina e ora che la bambina è cresciuta ha restituito loro il favore e si è ripresa il suo ottimismo a suo modo»
«Ma... è impossibile! Avete perduto il lume della ragione! Voi siete pazza Pollyanna!»
«Oh no signor Abberline non impossibile, inevitabile e vi assicuro che non sono affatto pazza, al contrario sono perfettamente lucida e ve lo dimostrerò tra breve»
la donna raggiunse il tavolo laccato e con morbosa lentezza fece scattare le serrature in ottone della pesante scatola di legno, poi altrettanto lentamente aprì le paratie rivelando una collezione di ferri chirurgici maniacalmente ordinati sul velluto cremisi.
Pollyanna rivolse ad Abberline uno sguardo languido, le sue dita indugiarono in un gioco osceno sugli strumenti chirurgici fino a fermarsi sull'impugnatura di un lungo coltello per amputazioni.
Le labbra della donna si schiusero in un sorriso senza gioia.
«Ora facciamo il gioco della felicità»

lunedì 15 settembre 2008

Sogni e Incubi

In genere non sogno, anzi no, un mio amico medico (e non solo lui) mi ha detto che tutti sognamo è solo che io non mi ricordo i sogni.
...MA DAI? non ricordo? cazzo non l'avrei mai detto

«è un esperienza nuova per me junior»
«a me invece capita sempre!»

Credo però che il signor sandman abbia cambiato idea nei miei confronti visto che ultimamente mi ha regalato un incubo ricorrente.
Visto che ho imparato sulla mia pelle che non è saggio far incazzare il signore dei sogni accetto il dono allo stesso modo in cui si accetta un regalo brutto e inutile che ti fanno i parenti alla prima comunione, e cioè sorridendo e ringraziando.
Anche se a dirla tutta lo manderei nemmeno troppo cordialmente affanculo.

Ricorrente è una parola grossa visto che finora l'ho fatto solo due volte, però insomma, preferirei evitare altre repliche...
Mi sveglio in una stanza in penombra, non saprei dire esattamente quale, ma sospetto sia la camera da letto visto che... ehm c'è un letto e io ci sono sdraiato sopra.
Anche se è familiare sono sicuro che non sia la mia stanza, son quelle cose strane dei sogni mi dicono.

Insomma mi sveglio per un non meglio specificato motivo e siccome ho addosso una sensazione strana mi passo una mano in faccia e la sento bagnata.
Siccome sono sul mood "...ma che cazzo succede?" mi alzo e guardo la mano, poi vado in panico perché è sporca di sangue, mi giro, corro verso lo specchio del bagno e nella mia immagine riflessa vedo che sto perdendo sangue dagli occhi dalle orecchie dal naso e dalla bocca.

Al che mi sveglio rilassato come un gatto in una gabbia di dobermann.

Più tardi mi torna in mente il parere più che autorevole di una persona che ne sa talmente tanto sull'argomento che io nemmeno in dieci vite, pare che l'interpretazione dei sogni seppur praticata i campo medico/psicologico non sia assolutamente attendibile, anzi.
Quindi inutile cercarne il significato, gradirei solo che la smettesse.
Forse ora ho capito perché non ricordo mai quello che sogno, ho due borse sotto gli occhi che se fossero di Louis Vuitton potrei venderle e farmi ricco.

ah, quasi dimenticavo, sandman vaffanculo eh.

venerdì 12 settembre 2008

Frag Out!

Cose del genere possono succedere ovunque, in qualsiasi momento, tutti noi dovremmo essere preparati a queste eventualità, ma la realtà è che perfino il più coraggioso nel profondo spera che incidenti simili non si verifichino mai.

Era una giornata come tante altre quando ci colse la malaugurata idea di fare una pausa, accadde tutto così in fretta che ci colse tutti di sorpresa, il mio primo pensiero dopo le imprecazioni fu che quella non era certo la prima volta e che ce lo meritavamo perché ci cascammo tutti come novellini.
Nonostante tutto reagimmo adeguatamente e l'accerchiamento fu impeccabile, ma non fu che l'inizio.
Il nostro obiettivo si stagliava monolitico ed impassibile in mezzo a noi, sprezzante gesto di sfida di chi è perfettamente consapevole della propria superiorità.
Dal canto nostro volevamo risolvere la cosa in fretta, un po' perché ne avevamo bisogno, un po' perché ci eravamo messi da soli in quella condizione e ci bruciava.
Uno ad uno vidi i miei amici farsi avanti ad affrontarlo e ad uno ad uno li vidi sconfitti e costretti alla resa fino a quando mi trovai solo.
Non potevo tirarmi indietro e lo afferrai rendendomi immediatamente conto dell'errore, il maledetto pesava almeno il triplo di me, ma a quel punto non avevo altra scelta e lo scossi con tutta la forza che avevo in corpo, di seguito intravidi una vulnerabilità e lo colpii ripetutamente sul fianco cercando senza successo di avere la meglio.
Infine stremato mi arresi e gettai la spugna davanti all'evidente superiorià del mio avversario.

Ok raga oggi niente caffè, minchia quando si incastrano venti centesimi in questo distributore del cazzo non c'è verso eh.

mercoledì 10 settembre 2008

Apocalypse please

Muse
2004
...

declare this an emergency
come on and spread a sense of urgency
and pull us through
and pull us through
and this is the end
this is the end of the world

it's time we saw a miracle
come on it's time for something biblical
to pull us through
and pull us through
and this is the end
this is the end of the world

proclaim eternal victory
come on and change the course of history
and pull us through
and pull us through
and this is the end
this is the end of the world

...


Mi sembrava appropriata come canzone, anche se ovviamente la butto sull'ironico.
Insomma il Large Hadron Collider è stato acceso e per fortuna il mondo non è ancora finito, sarà che ho scoperto che lo scontro serio non c'è ancora stato, ma vabbè, l'importante è il mood.
Parlando qua e la ho realizzato di conoscere un inquietante numero di persone a cui non dispiacerebbe un bel reset globale tra i quali qualcuno è così estremista da sperarci addirittura.
O almeno così dice.
Credo che la distruzione del mondo sarebbe quantomeno fastidiosa, l'ennesimo spreco insomma e di sprechi personalmente ne ho abbastanza.

S'i' fosse foco, arderei 'l mondo
diceva Cecco
S'i' fossi Jester, ti manderei a' fanculo
Mi vien da dire

Si, in un certo senso fa pensare... voglio dire, è affascinante e allo stesso tempo ridicolo immaginare un pozzo di supergravità microscopico che si mangia il pianeta.
Ok, già mi vedo l'assalto dei geek astro-fisici, lo so che è fisicamente possibile che un buco nero si pappi la terra condita con tutte le nostre chiappe, ma grazie a Dio allo stesso tempo so che è eeeeestremameeeeente improbabile che si formi un buco nero stabile, quasi fantascienza insomma.

Non so cosa farei se avessi la certezza matematica il mondo avesse veramente le ore contate.
Realisticamente parlando credo che cadrei in preda al panico e correrei per casa come una checca isterica finendo a sbattere contro uno spigolo per poi risvegliarmi con un gran mal di testa.
Credo che poi raggiungerei le persone a portata per salutarle e per le altre farei un giro di telefonate del tipo "beh è la fine del mondo, non so cosa dire, è stato bello conoscerti, ciao".
Oppure manderò a tutti lo stesso sms come nelle feste comandate.

Andrei in montagna e arrivato li anche se dovesse far freddo me ne starei su quella panchina scomoda in pineta ad ascoltare l'ultima musica dal mio ipod e a guardare il cielo tra i rami.
Nel frattempo molto cinematograficamente penserei alle cose fatte, quelle non fatte e quelle lasciate a metà, a tutti i baci che non ho dato o ricevuto e a tutti i pugni che avrei dovuto ricevere e che avrei dovuto dare e a tutti i libri che non ho fatto in tempo a leggere.
Quando il cielo si spezzerà e le montagne comincieranno ad accartocciarsi davanti a me penserò che cazzo ora come ora avrei voglia di sushi, ma sono in valtellina e al più potrei farmi un piatto di sciatt e un bicchiere di inferno.
E penserei che mi sarebbe anche piaciuto rivedere il mare, ma che cioè non si può mica avere tutto.
E a come sono andate le cose e a come potevano andare, alla fragilità dell'esistenza e al fatto che però un ultima partitina alla xbox me la farei e non solo quella.
Poi stapperei una birra belga e farrei una bella carrellata mentale su tutte le persone che non posso salutare e che chissà cosa stanno facendo l'ultimo giorno del mondo e se mai le troverò dall'altra parte.
e penserei al fatto che tra una cosa e l'altra non ho mai avuto l'occasione di stringere la mano a Gibson a Benni o a Gaiman.
e non ho ancora invitato a cena Nicole Kidman.
e non sono ancora stato in Giappone.
e cazzo alla fine quel film non l'ho mai visto, minchia ora è tardi.
e che dopo anni di nuoto ancora non so fare la capriola a fine vasca.
e non ho ancora imparato l'inglese e nemmeno l'itaGliano.
e non ho potuto sperimentare un Psg1 sul gattino virgola.
e non riesco ancora a fare Knights of Cydonia a livello difficile su guitar hero 3.
e al fatto che non ho ancora finito di pagare la macchina, ma che forse ora non importa.
e non ho mai imparato veramente la matematica.
e nemmeno a capire le persone.
e che avrei ancora tante stupide storie da raccontare.
e non ho detto...
e non ho fatto...
e non...

Puf!

Li metteranno i titoli di coda alla fine del mondo?
Io li metterei.

lunedì 8 settembre 2008

Caparezza e Kempo

Caparezza è un genio.
Le persone che suonano con lui sono della stessa pasta.
è un artista che sa cantare il suo genere e tenere il palco, prendere in giro e far ridere, ma sopratutto sa prendersi in giro, qualità così rara nei tempi menosi in cui viviamo.
Si è fatto attendere un buon tre quarti d'ora, tanto che sinceramente mi stavo sbrindellando le palle, ma poi ne è valsa la pena visto che tra lui e il suo socio supporter (come dice Paolo, molto nu-metal) hanno strillato per quasi due ore intervallando i pezzi con sketch stile cabaret, ovviamente da nerd inside ho apprezzato veramente tanto la presentazione di abiura di me col pacman gigante e il fantasmino.
Uno che si mette il costume dicendo «scusate, ho imparato a vestirmi ad art attack» per quanto può valere ha tutta la mia simpatia.
So che dopo un po' il genere musicale può stufare, ma se si conoscono i pezzi vale la pena di andarlo a vedere dal vivo perché merita veramente.
Grazie chi è venuto con me e mi spiace per chi non c'era, ma si sa ognuno ha le sue.

***

Domenica mattina, il mio personalissimo viaggio attraverso le arti marziali non si ferma, questa volta ho sperimentato il nippon kempo ad un open stage di presentazione del corso.
Sinceramente non sapevo che cavolo aspettarmi visto che a parte antiche rimembranze di un mio amico che lo praticava (o diceva di farlo) in seconda media non avevo la minima idea di cosa cavolo fosse sto nippon kempo.
Prendo la borsa della piscina, aggiungo alla dotazione il kimono e faccio quei 5 minuti di strada.
Quando entro in palestra vedo i pasticcini e solo in seguito ho realizzato che avrebbero dovuto mettermi in guardia, da quando si portano pasticcini alla presentazione di un arte marziale?

E' un po' una bolgia, nel senso che essendo una presentazione aperta sono presenti tutti i generi di personaggi, dai curiosi come il sottoscritto, agli addetti ai lavori, dai tamarri con lo scooter alle mamme con bimbo aspirante goku.
Non conosco il protocollo delle cinture ma da come si presentano intuisco che i maestri sono due e il resto sono allievi storici, una buona metà hanno la nera, gli altri sono cinture colorate modello karate.
Il maestro è sulla cinquantina, relativamente giovane quindi, ma da come parla e si atteggia mi da subito la spiacevole impressione dello sborone, che chiariamoci se fai kickboxing va anche bene, se fai un arte marziale seria fai solo ridere.

Arriva la biondona che funge da speaker, spiega cos'è il nippon kempo, come si è sviluppato, che è un arte marziale unicamente difensiva, l'onore il rispetto e blah blah blah.
Le solite cose che dicono alle presentazioni, è curioso, all'inizio nessuno mai ti spiega che "difensivo" è un concetto del tutto relativo e che le arti marziali sono solo uno strumento, una volta appreso dipende unicamente dalla testa di chi lo usa.
Una matita può essere usata per fare un bel disegno, oppure modello nikita, non so se mi spiego.
Tuttavia dubito sia conveniente per le iscrizioni essere completamente sinceri e spiegare alla giovani mamme che i loro bimbi potrebbero tra le tante buone cose diventare dei piccoli bulli bastardi.

La prima cosa che salta all'occhio è che questi combattono bardati di tutto punto, a oltre alle ovvietà come guanti e conchiglia si mettono anche una maschera con bande metalliche (tipo quella che indossa il ricevitore del baseball e ti da l'impressione di stare davanti a charlie brown) e un corpetto protettivo che ripara il petto e l'addome.
Una volta equipaggiati come dei giocatori di football e dopo il saluto rituale se le danno di santa ragione.

La presentazione dura un quarto d'ora/venti minuti i maestri fanno vedere le varie proiezioni, uno contro uno e ok, uno contro due (l'importante è crederci), uno contro quattro (HAHAHAHA).
Non mi dilungo in tecnicismi ma di fatto è un mix tra karate, judo e pugilato, ah e siccome hanno le protezioni tirano sul serio.

Alla fine arriva la prova sul campo, sul cartellone c'era scritto che chi voleva poteva sperimentare una lezione pronti via.
Ovviamente ho provato.

Ora, sinceramente io non mi reputo abilissimo nelle arti marziali, anzi penso di essere abbastanza una chiavicaccia, ma in genere e sottolineo in genere sul livello fisico riesco a stabilire se un avversario è alla mia portata oppure no e questo indubbiamente lo era.
Siccome il maestro non poteva far dietro a tutti si son formati dei gruppetti capitanati da cinture nere che dopo le presentazioni di rito han fatto provare qualche attacco così tanto per far vedere come funziona.
Arriva il mio turno e mi metto in guardia, lui mi chiede se ho fatto qualcosa ed io rispondo che ho fatto qualche anno di karate al che commenta:
Uomo Mascherato: «ah, Karate»
Io: «"ah Karate" cosa?» Penso
Ancora adesso non son riuscito a capire bene se fosse un commento di sufficienza o cosa cavolo volesse dire, ma poco importa visto che dopo ha gagliardamente proseguito con:«Dai, prova ad attaccarmi con un calcio»
Quando l'ho aiutato a rialzarsi mi sentivo in imbarazzo perché mi scappava da ridere, ma credo di essere riuscito a dissimulare.
Dopo mi ha preso un po' più sul serio e abbiamo fatto quattro scambi decenti, anche se niente di fantascientifico e sopratutto tutte cose già viste.

lunedì 1 settembre 2008

And so?

Il sonno è tornato da un pezzo, ma oramai sono irrimediabilmente affezionato ai massive attack, credo sia l'unica musica che riesco ad ascoltare mentre leggo e/o scrivo, sarà che parlano poco e quando parlano non si capisce comunque un cazzo.
Con la musica in generis tendo a segure le liriche e perdo la mia già flebile concentrazione.
Ammetto che stanno perdendo un po' l'effetto valium, forse è dovuto alla dose eccessiva e sto sviluppando una sorta di assuefazione, mah.
In compenso mi servono meno perché sono stanco, ho scritto migliaia di righe di codice in questo periodo, sarà quello, ma perlomeno la maratona che ho intrapreso ha uno scopo ben preciso.
"Finalmente", si potrebbe dire.
"Vaffanculo", risponderei.
Obiettivo che mantengo sospeso e fumoso come nebbia per semplice, pura, umana scaramanzia.

Lo so che tanto non cambierebbe nulla, mi rendo conto che nel duemilaotto essere scaramantico è del tutto paragonabile al credere che l'allinemento dei corpi celesti possa in qualche modo avere influenza sulla vita e sul carattere.
Cioè cazzate assolute.
A parte i rispettabilissimi pareri personali ad oggi non esiste alcuna teoria scientifica a prova che l'entropia dell'universo possa essere controllata dalla mera volontà umana, quindi in soldoni tutto quello che succede non è dovuto al fatto che il mondo ce l'ha con te, ma fai lo fai con la tua testa (che funzioni a dovere o meno) e le tue mani.
Il resto sono solo stronzate.
...Ma tant'è.

In ogni caso non ho ancora visto nessuno strenuo sostenitore del metodo scientifico rompere di propria volontà uno specchio e non sarò di certo io a farlo.
Vista l'annata forse è successo e non me lo ricordo.
Il prode Broadcaster su IRC un attimo fa mi ha scritto una frase molto zen che riassume il comportamento da tenere nei confronti di qualsivoglia avversità:

"Se c'è rimedio, perché ti incazzi?"
"Se non c'è rimedio, perché ti incazzi?"
- Master Broadcaster

Mi inchino alla saggezza anche se temo di non essere abbastanza illuminato per seguire questo prezioso scritto, anzi...
Vabè, tutto questo spreco di byte per arrivare a dire: non è vero, ma non si sa mai quindi come si suol dire sto accotonato e alle ore 23.18 passo allo step 2/3.