giovedì 25 settembre 2008

Coincidenze Collaterali

Io non voglio credere agli oroscopi e li odio, sopratutto quando ci azzeccano.
Probabilità ok, schema mentale e bug del cervello per cui leggi e valorizzi solo le cose che quagliano ignorando il resto ok.
Alla fine il meccanismo è lo stesso dei giochi di prestigio, ma sapere come funziona purtroppo non mi impedisce di andare in rage.
Emotivo? eh porca puttana si!
Leggi ed è come se il creato sia li a prenderti per il culo.
E odio le coincidenze al limite delle probabilità e sopratutto odio le catene di sant'antonio via mail che un po' per deformazione professionale un po' per partito preso non leggo e non faccio mai e la volta che senza motivazione plausibile mi metto a leggere mi scopro ad odiarle ancora di più perché... perché cazzo è innegabile che sto giro ci hanno preso e che c'è del metodo.

Giornalmente arrivano nella mie caselle mail tonnellate di oroscopo-fortuna-catene che vengono sistematicamente ed impietosamente cestinate dallo spam filter o direttamente dal sottoscritto nonostante la maggior parte di esse minacci decenni di terribile sfiga, inondazioni, cavallette, pioggia di fuoco e/o apertura dei sette sigilli.
Quello che urta ferocemente il mio già provato sistema nervoso è che tra tutte le decine catene che arrivano per... boh, curiosità immagino, quella che apro e leggo ci azzecchi.

Coincidenza.
"saran tutte così"

Allora preso dal nervoso sono andato ad aprirne altre scovando i soliti "gatti cinesi in scatola, basta!", "non fermarti in superstrada quando ti toccano dentro il finestrino o ti rapinano", "lega per la protezione del coguaro cingalese fai girare che è importante", "il tuo vero segno zodiacale", "mi serve un rene nuovo chiedi in giro", etc

Niente che mi riguardi quindi? come si spiega? butterfly effect? karma? grandi numeri? o semplicemente sfiga.

martedì 23 settembre 2008

Sushi for Dummies

Stasera ho un tantinello esagerato con la piscina e sono uscito cercando di distinguere al meglio l'alto dal basso.
Per non saper né leggere né scrivere mi sono fatto quei dieci minutidi idromassaggio (a sbafo) che mi hanno aiutato a ripigliarmi un attimo.
A dirla tutta mi stavo addormentando.

Se è stato per tutta quell'acqua non lo so, ma sta di fatto che sulla strada di casa mi prende sta voglia atavica di sushi e per convincermi ulteriormente dico ad alta voce, «cazzo ho proprio voglia di sushi»
Milano o Como?
Le gambe mi tremano e sinceramente non ho tutta sta voglia di farmi sta botta di chilometri alle 9 di sera per mangiare da solo.
«Però ho una cazzo di voglia di sushi»
Allora mi viene in mente il saggio Kaboom che in una sorta di apparizione via di mezzo tra un maestro Jedi e D'Artagnan mi ricorda che all'esselunga vendono sushi.

L'esselunga! mi illumino come Jake "Joliet" Blues quando vede la luce.
L'estasi mistica si interrompe quando realizzo che Kabbo intente la sua di esselunga, che da qui sarà all'incirca come andare ad inculandia o all'equidistante alfa centauri.

Perché cazzo devo stare dove c'è l'esselunga sfigata, nelle altre vendono la coca in bottiglia di vetro e il sushi, boia ce le ho tutte io?
No! fiducioso del sistema globalizzato esselunga decido di provarci lo stesso e 3,8 minuti dopo atterro nel parcheggio con una manovra da far invidia ai cugini Duke di hazzard.
Più che altro per la macchina, visto che la mia clacson escluso è decisamente meglio del generale lee.
(ha delle feature interessanti, tipo che portiere si aprono)

Sono le 21 e il cartello mi dice che ho ancora un ora, ma ci sono poche persone in giro e la maggior parte sono alla cassa l'impressione di chiusura imminente è nell'aria.
Tuttavia entro con espressione affamato-antisocial-arcigna, capelli spettinati, occhi rossi (da cloro, ma questo lo so io), barba lunga, felpa e jeans, in pratica la descrizione media del tizio che da motivo di esistere al servizio di sorveglianza.
Pensando banco frigo, banco frigo, banco frigo faccio slalom tra le corsie con l'andatura rilassata di JacK Bauer.

Arrivo a destinazione e dietro c'è una ragazza con carnagione vampirica e capelli neri che mi ricorda un po' la tipa di shining e non è un complimento.
Lei saluta molto cortesemente e io faccio altrettanto mentre scansiono quello che c'è dietro il vetro con l'avidità e l'impazienza tipiche di un bambino di sei anni davanti ad un giocattolaio.

Nothing, Niente, Nada, Niet.

Uff, ma io ho voglia di sushi.

Guardo la commessa che sembra possedere il segreto dell'allegria perché pare contenta come fosse il suo compleanno.
Per un attimo mi chiedo che cazzo avrà mai da essere così entusiasta il martedì sera alle ventuno
nel reparto pescheria dell'esselunga.

Riappare il Jedi-Kaboom azzurrino e traslucido che pacato mi dice «Rosichi giovane Padawan?»

Allontano l'immagine buttando li un interrogativo: «uhm... sushi?»

La vampira risponde, «si guarda è rimasto quello» ed indica l'ovvio piatto di sushi che sta in centro al bancone e che sono convinto abbia fatto apparire magicamente perché porca eva prima non l'ho visto, cioè non c'era cazzo.

«AH...» La mia espressione beota deve averla ripagata di tutte le otto ore di turno.
«Si lo prendo, ma tranne quelli col salmone»
La figlia di dracula invaschetta il tutto e mi chiede come mai non voglio il salmone che di solito è il più ricercato.
Io inspiro alzo l'indice e sto per spiegarle tutta la pappardella, ma poi proprio non ne ho voglia e le dico solo che non mi piace.

«Guarda c'è anche quello cotto al vapore se vuoi»
Sushi cotto? che mi pigli per il culo? penso.
Ma poi realizzo che a parlare senza sapere non può venirne fuori niente di buono e stasera non ho voglia di prendere lezioni di cucina giapponese da "wendy, tesoro".
«Aah no grazie prendo solo quello al tonno e i maki, grazie molto gentile»

Mi dileguo.

Arrivo a casa e mi accorgo che la nonmorta non mi ha messo le bacchette, cazzo, con le mani a mezz'aria tipo chirurgo guardo sconsolato la vaschetta e tristemente mi rendo conto che non posso mangiare sushi con la forchetta, cioè ok volendo anche si, però sarebbe come mangiare un toast con coltello e forchetta, e no, non si fa.
Qualcosa (che sia la forza?) mi attira verso il cassetto delle posate e senza ben sapere il perché rovisto in mezzo a forchette e coltelli in una ricerca che sembra vana fino a quando incredibilmente trovo le almost-dimenticate bacchette del ristorante cinese, cimeli perduti e ritrovati.
Si! Sono così contento che improvviso una jam session di batteria sulla confezione trasparente, mi fermo giusto l'attimo prima di lanciare le bacchette verso il pubblico.

Siedo.

Io, Bacchette, Sushi.

Manca qualcosa.

...

...ok mangio va.


Il delicato sapore del sushi mi distoglie dal turbine di pensieri.
Minchia una merda, ma una merda, ma una tale merda che vorrei sedermi sulla sponda del fiume di pietra e piangere, sembra di mangiare strisce di plastica adagiate su colla stick UHU.

«Beh sicuramente i maki saranno meglio, a me piacciono i maki, tutti sanno che sono buoni i maki»
Spalanco le ganasce e Oplà.
No.
No, coè fanno schifo uguale.

Al che scatta un carosello di imprecazioni che va dall'antico giappone feudale fino alla descrizione delle colorite abitudini sessuali della madre del signor esselunga, passando dalla discendenza di dracula e arrivando a toccare l'ordine dei cavalieri Jedi nella sua intierezza.

Concludo con un semplice asciutto e signorile vaffanculo.
Il panegirico è così vissuto e sofferto che al termine mi aspetto quasi l'applauso.

Invece entra in cucina mio padre e mi dice:
«Oh parli da solo? ma sei scemo?»
«No è che... »
Alzo la mano e chiudo gli occhi cercando le parole migliori per spiegare, ma non le trovo e allora
«No niente»
«Vabò, booonnanotti» (in sardo)
«'notte»

Concludo la serata con un toast standard prosciutto cotto/sottiletta, una Grazie-Dio-Gulden Draak e scrivendo queste porcherie senza capirne l'esatto motivo.

lunedì 22 settembre 2008

Happy Hippo

20,7 grammi di felicità

Non sarebbe bello se fosse sempre così semplice?

domenica 21 settembre 2008

Outing

Ok va bene lo ammetto, inutile negarlo oltre:

Mi piace l'ultimo singolo di Cremonini.

Minchia che liberazione.

Si cazzo, mi piacciono la musica e le parole e non è tutto, perché lo scrivo a chiare lettere, mi piace anche maggese.
Ne parlavamo ieri sera e spalleggiato dall'ambrata (che per essere artigianale non era nemmeno sta meraviglia) finalmente l'ho ammesso tipo outing, è un sollievo.
Non mi importa se legioni di metallari mi additeranno come eretico ed untore, non ci posso fare niente se mi piace, alcune cose te le scegli altre no.

E già che son qui se devo dirla tutta a parte il nome, mi piace anche l'ultimo album dei metallica e non lo sto scrivendo per pareggiare i conti, mi piace sul serio, è vero che son tornati a pestare come si sente dire in giro.
Va bene, correzione: i Metallica degni di questo nome si sono fermati al Black Album (qualcuno sostiene pure prima), posso anche essere d'accordo, mettiamola così: l'attuale gruppo "pop" che usa il nome dei Metallica ha fatto un bell'album.
...Certo che per Unforgiven 3 potevano anche trovare un altro nome, evidentemente ci si sono affezionati.

E per chiudere in bellezza anche se un sacco di gente lo negherebbe sul letto di morte, sopratutto i puristi, so di per certo che sono molti, moooolti, mooooooooolti quelli che quando passa la nuova pubblicità dell'alfa fanno andare il piedino al ritmo di Technologic dei Daft Punk e magari nemmeno sanno cosa stanno ascoltando!

I SEE YOU! *fa il segno con le due dita agli occhi*

Non per menarla ulteriormente, ma Human after all sta sul mio ipod da quando è uscito nel 2005.

Non è questione di non saper scegliere un genere, è questione di essere anche capaci di ascoltare qualcosa di diverso senza cadere in discorsi esclusivi da fanatici estremisti del cazzo.
Musicalmente parlando non penso sia sbagliato spaziare un po' provando ad ascoltare anche musica molto distante dai propri parametri standard.
Magari si viene a scoprire che quella canzone è bella e che le parole dicono proprio quello che volevi dire.
O magari dopo attenta analisi di musica e testo ti rendi conto che ci sono gruppi la cui unica utilità è quella di alimentare un inceneritore, tipo i Finley o i Tokyo hotel...
Ok scherzo.
Anche perché non so il mondo, ma al sottoscritto ascoltare sempre sempre la stessa roba dopo un po' sbrindella i maroni.