Non succede spesso che mi fermi in piscina dopo aver nuotato, in genere capita quando ho esagerato e barcollo troppo, allora mi siedo un attimo sui gradoni a bordo vasca e aspetto qualche minuto in modo che i puntini fosforescenti ai lati del campo visivo se ne vadano per poi andare a docciarmi.
Non so se a farla venire da me sia stato il mio accappatoio da arlecchino, il costume alla baywatch o se semplicemente sono stato la prima persona che ha visto.
Sta di fatto che arriva sta trottola, avrà avuto penso sui quatto o cinque anni, non riesco mai a definire bene l'età dei bambini, mi guarda e dice semplicemente "non trovo più la mia mamma".
Nessuna traccia di lacrime o magone, semplicemente mi ha sottoposto un suo problema ed è andata direttamente al punto come per dirmi: ciccio, trovami la soluzione.
Vai avanti così e diventerai una grande manager bimba.
In testa una cuffia colorata che con ogni probabilità lei stessa aveva maltrattato un po' perché uscivano i capelli rossi un po' da tutti i lati.
Anche se ero seduto era piccolina e mi guardava dal basso verso l'alto con gli occhi verdi più belli e grandi che io abbia mai visto in tutta la mia vita.
Dicono che gli occhi sono lo specchio dell'anima e forse è vero perché sono riuscito a guardarci dentro solo per un secondo poi ho dovuto guardare altrove.
Vieni, le dico e chiamo bagnina.
Miss coda di cavallo e maglietta verde sorride alla pargola e si attacca al microfono, qualche secondo dopo dagli spogliatoi femminili esce di corsa una mamma che tra gli "ti avevo detto di aspettarmi!" e "sciocchina" saluta, ringrazia e si scusa perché era andata in bagno e le aveva detto di aspettare e bla bla bla.
Poi le sistema la cuffia, la prende per mano e le dice: "come si dice Chiara?"
e quella da dietro le gambe della madre "graaazie"
"Prego" rispondo.
Mentre se ne vanno verso la piscina piccola la bimba fa ciao con la mano, io e la bagnina facciamo altrettanto.
Per un momento ho avuto l'impressione di aver incontrato la mitica ragazzina dai capelli rossi dei peanuts.
Una cosa è certa, tra una ventina d'anni quegli occhi e quel carattere saranno fonte di felicità e dannazione per qualcuno.
Non so se a farla venire da me sia stato il mio accappatoio da arlecchino, il costume alla baywatch o se semplicemente sono stato la prima persona che ha visto.
Sta di fatto che arriva sta trottola, avrà avuto penso sui quatto o cinque anni, non riesco mai a definire bene l'età dei bambini, mi guarda e dice semplicemente "non trovo più la mia mamma".
Nessuna traccia di lacrime o magone, semplicemente mi ha sottoposto un suo problema ed è andata direttamente al punto come per dirmi: ciccio, trovami la soluzione.
Vai avanti così e diventerai una grande manager bimba.
In testa una cuffia colorata che con ogni probabilità lei stessa aveva maltrattato un po' perché uscivano i capelli rossi un po' da tutti i lati.
Anche se ero seduto era piccolina e mi guardava dal basso verso l'alto con gli occhi verdi più belli e grandi che io abbia mai visto in tutta la mia vita.
Dicono che gli occhi sono lo specchio dell'anima e forse è vero perché sono riuscito a guardarci dentro solo per un secondo poi ho dovuto guardare altrove.
Vieni, le dico e chiamo bagnina.
Miss coda di cavallo e maglietta verde sorride alla pargola e si attacca al microfono, qualche secondo dopo dagli spogliatoi femminili esce di corsa una mamma che tra gli "ti avevo detto di aspettarmi!" e "sciocchina" saluta, ringrazia e si scusa perché era andata in bagno e le aveva detto di aspettare e bla bla bla.
Poi le sistema la cuffia, la prende per mano e le dice: "come si dice Chiara?"
e quella da dietro le gambe della madre "graaazie"
"Prego" rispondo.
Mentre se ne vanno verso la piscina piccola la bimba fa ciao con la mano, io e la bagnina facciamo altrettanto.
Per un momento ho avuto l'impressione di aver incontrato la mitica ragazzina dai capelli rossi dei peanuts.
Una cosa è certa, tra una ventina d'anni quegli occhi e quel carattere saranno fonte di felicità e dannazione per qualcuno.