venerdì 20 febbraio 2009

Presto

Prestige! (non funge più)

uff che menosi quelli della Disney... che sarà mai il copyright...

Prestige! e due

martedì 17 febbraio 2009

Dakota

Stereophonics
2005
...

Thinking about thinking of you
Summertime think it was June
Yeah think it was June
Laying back, head on the grass
Children grown having some laughs
Yeah having some laughs.

Made me feel like the one
Made me feel like the one
The one
Made me feel like the one
Made me feel like the one
The one

Drinking back, drinking for two
Drinking with you
And drinking was new
Sleeping in the back of my car
We never went far
Needed to go far

Made me feel like the one
Made me feel like the one
The one
Made me feel like the one
Made me feel like the one
The one

I don’t know where we are going now
I don’t know where we are going now

Wake up cold coffee and juice
Remembering you
What happened to you?
I wonder if we’ll meet again
Talk about us instead
Talk about why did it end

Made me feel like the one
Made me feel like the one
The one
Made me feel like the one
Made me feel like the one
The one

I don’t know where we are going now
I don’t know where we are going now

So take a look at me now

...

Video

martedì 10 febbraio 2009

Look Back in Anger

Reduce da un soggiorno di dieci grasse ore nel mondo di morfeo mi alzo ancora leggermente* incriccato dalla giornata snowbordesca di sabato.
Sono piuttosto soddisfatto del mio sonno, interrotto unicamente dalla regina della casa che desiderava una razione di coccole anticipate e per rendermi partecipe della cosa ha deciso di passeggiarmi sulla faccia accompagnando la prodezza di equilibrio con sottofondo di fusa.
Qualsiasi altro essere vivente al suo posto sarebbe stato defenestrato in tempo zero, ma no, non la gatta.
Come diceva Costantine: "C'è sempre il trucco" e poi mancano solo sei minuti alla sveglia è stata magnanima.

*eufemismo

Esco accompagnato per tutto il tragitto da dj random che dal cuore dell'iPod sceglie una playlist incredibilmente azzeccata per un lunedì mattina di febbraio.
Il percorso che mi porta in ufficio è perlopiù sotterraneo, dopo il binomio di treni devo fare si e no duecento metri a piedi per arrivare al posto di lavoro, corta passeggiata che compio giornalmente felice di ignorare e di essere ignorato dalla popolazione milanese a cui sto palesemente sul cazzo.
Condizione che vivo oramai con rassegnata consapevolezza o come direbbe un mio saggio amico me ne strafotto gli zebbedei, dopotutto il mondo è abbastanza grande per tutti.
Messo in chiaro questo semplice concetto quello che chiedo è solo di fare quei quattro passi per andare in ufficio.
Non sporco, non disturbo, attraverso sulle strisce e butto le cartacce nei cestino.
In definitiva posso garantire che attualmente la mia presenza è leggera ed inconsistente quanto un fiocco di neve e non genera picchi di entropia nel sistema Milanese.

Quando le scale mobili mi sputano in strada in cuffia sta passando "What's the frequency, Kenneth?" e mi fa un po' scena da film.
Poi guardo il cielo e mi stupisco di quanto sia azzurro e terso, come se qualcuno la in alto abbia deciso: ok è tutto passato, si fa restyling, una tabula rasa nuova di zecca per la tua settimana.
Chi l'ha detto che in questo posto c'è solo smog?
Penso che cavolo è un buon modo per cominciare un lunedì.

...

Ecco vedi, io non so chi sei, non so come ti sei svegliata stamattina non conosco la tua vita o le tue ragioni, sono tutte informazioni che con ogni probabilità non saprò mai e di cui sinceramente non me ne può fottere di meno.
So solo che per quanto mi sforzi a cercare un termine adatto a descriverti non riesco a trovare null'altro che brutta troia e non credo nemmeno sia abbastanza specifico.
Si perché tu non sei una qualunque, tu sei il metro di misura delle troie, la madre ti tutte le bagasce e dovresti essere conservata a Sèvres assieme agli altri campioni in infusione di platino-iridio.
No, invece di stare in terra di Francia la baldracchissima guida la sua cazzo di smart nera stupidamente convinta che i suoi neuroni possano gestire in multitasking ben due azioni distinte quali a: guidare e b: telefonare, quando è palese quanto il sorgere del sole che per quelle del tuo stampino pur con tutta la concentrazione del mondo è incredibilmente arduo portare a termine anche solo il punto a.

Ma perché devi tentare di mettermi sotto maledetta troia?

Non basta avere una smart che è la tipica auto da decerebrati¹, non basta cercare di parlare al telefono² con qualche tua amica quasi certamente vacca quanto te, non basta passare col cazzo di semaforo rosso³ e cercare di prendere mach 3 in meno di 50 metri, tutto questo lo devi fare quando sto attraversando la strada io? ma VAFFANCULO! che cazzo, è già la seconda volta in meno di sei mesi.
Quantomeno stavolta è diminuita la cilindrata, anche se comunque son sempre 780kg Vs 76Kg me la vedevo male mica da ridere.

¹-Qui sono stato ingiusto, la smart a Milano ha un senso.
²-Hanno inventato l'auricolare per parlare in auto col cellulare, ma probabilmente su Glamour non hanno fatto nessun articolo in merito.
³-Non era aracione e non era nemmeno appena scatato, ma talmente rosso che stavo per sentire il dannato inno russo, cazzo.

Se poi nostra signora dei testicoli avesse capito l'errore e accennato a scusarsi, ma no, figuriamoci non ha fatto nemmeno finta.
Anzi probabimente si è anche indispettita perché ha dovuto frenare e cambiare traiettoria per non dover rifare il parabrezza.

Ho poca memoria e questo è un dato di fatto, ma chissà come mai sto giro la tua targa me la ricordo perfettamente e spero fortemente di trovare la tua scatoletta nera parcheggiata in zona repubblica così ti lascio un mio personalissimo autografo mezzo chiave-toyota su vernice nera, STRONZA.

martedì 20 gennaio 2009

Ferrovie North 2009DC

Ad un paio d'anni dalla fine del mondo torno ad essere un pendolare delle Nord sulla canonica (per me) tratta Tradate-Milano.
La sensazione di dejavù e di riabbraccio nostalgico dura ben poco sostituita appieno dall'odore di umanità che pervade le carrozze.
Che bello, certe cose non cambiano mai, in un certo senso è rassicurante, in un mondo di incertezze le Nord sono un punto di riferimento che negli anni non cambia di una virgola.

In realtà sono stato ingiusto qualcosa è cambiato, adesso sono un fiero possessore della nuova customer card che mi è arrivata dopo *solo* 2 mesi durante i quali ho dovuto fare un carnet sostitutivo da sette giorni ogni settimana ovviamente, perché per un oscuro motivo non è possibile fare l'abbonamento canonico con il talloncino che rilasciano alla richiesta.

In compenso adesso c'è il distributore automatico di biglietti! indubbiamente una grande comodità, quando funziona intendo.
Si, perché è già la seconda volta che cerco di fare il mensile con l'attrezzo meccanico e quest'ultimo è fuori uso.
Perlomeno a Tradate.
Gli sguardi severi della signora distinta e le bestemmie tra i denti dello studente universitario che mi affiancavano in questa avventura non hanno sortito particolari effetti sul figlio di Wall-E.
Visto il mio ritardo cronico (forse si è riallineato alle nord anche il mio bioritmo) sono salito sul treno senza biglietto e ho atteso il capotreno per farlo a bordo.
Mentre i baronetti mi cantano Yellow Submarine passa il capotreno, trattasi non di barbuto vecchiaccio, bensi di piacevolissima capotrena che con estrema professionalità mi autografa un biglietto farcito con 5 sacchi di multa aggiuntiva "perché la biglietteria di Tradate era aperta e queste sono le nuove politiche".
Giah, "questa amministrazione non tratta coi terroristi" penso mentre in preda del sonno, in palese torto e anche lievemente ipnotizzato dagli occhi della fanciulla sorrido ebete e pago senza proferir verbo.
Quantomeno la qualità del personale è aumentata.

[...]We all live in a yellow submarine, yellow submarine, yellow submarine[...]

Avrei potuto fare il biglietto in stazione, ma arrivato a questo punto il mio spirito nerd pretendeva di fare l'abbonamento con la macchinetta ed oramai era diventata se non una questione d'onore, un puro e semplice sfizio.

Quindi la sera stessa al cambio canonico nella multietnica stazione di Bovisa-centro-do-mundo raggiungo la macchinetta, picchio dentro la tesserina, pigio i tasti opportuni e dopo un inquietante tempo d'attesa per il pagamento con bancomat Mr.Roboto mi sputa fuori la doppietta Ricevuta-Abbonamento.

Carta...

Ma dai che figata! 2009, tessera elettronica con banda magnetica, foto identificativa (per inciso sulla mia sembro un criminale) mesi per averla e l'abbonamento è un talloncino di carta, esattamente come 10 anni fa, oltretutto chi l'ha disegnato è un ciula perché ha un formato più grande della tessera dell'abbonamento e per metterlo nella bustina va piegato tipo origami.
Il progresso, che cosa meravigliosa.

Ed io che pensavo che la ricarica fosse solo elettronica tipo cellulare o skilift.
poco dopo istruito da una collega scopro che il talloncino dell'abbonamento per essere valido deve essere anche compilato col numero della tessera.
"Eh" dico io guardando il talloncino e cercando il codice
"no, nel senso che devi scriverlo a mano"
"come a mano?... Ma scusa allora la tessera personale con identificativo univoco a che cavolo serve?"

Non poteva stamparmelo direttamente il distributore come ha fatto con data e prezzo? cerco inutilmente il numero e trovo lo spazio bianco apposito dove scriverlo.
Geniale.
Pare anche che si incazzino se non lo compili e per un momento la tentazione di lasciarlo in bianco è molto forte, poi lo zen ha la meglio.
Poco dopo scopro che l'abbonamento va anche validato passando la tessera vicino alla timbratrice, molto Blade Runner, già mi immaginavo i controllori con un lettore tipo supermercato, blip, valido, blip, valido, etc.
Invece visto che gli unici strumenti che hanno a disposizione sono i bulbi oculari se ne sbattono della tessera e controllano il talloncino come di consueto, quindi? è una mia impressione o tutta la trafila "elettronica" non serve ad una beata cippa?
Potrei sbagliare, non sarebbe la prima volta dopotutto.
Staremo a vedere.

[...]No one's gonna take me alive, The time has come to make things right, You and I must fight for our rights, You and I must fight to survive[...]

Ad essere onesti anche l'intelligenza media dell'usufruitore delle nord non è di certo aumentata, ci sono mille esempi, ma le chicche si vedono in genere nell'assalto al passante, in particolare quando ha qualche minuto di ritardo, e questo è un evento che accade con drammatica frequenza.

Quando il treno sta ancora nelle viscere della città stanno tutti uniformemente distribuiti sulla banchina impegnati nelle attività più disparate, quando il brucotalpa arriva e rallenta si raggruppano in gruppi di imbecilli che ondeggiano avanti e indietro cercando di centrare una delle entrate e poi il clue, a treno fermo sto branco di coglioni si appiccica alle porte, un autentico muro di teste di cazzo, è incredibile il fatto che non capiscano che c'è gente a bordo (e dire che si vedono bene) e che prima devono scendere questi e che prima li lasciano scendere prima saliranno loro.
Non mi pare un concetto poi così complesso.
No, preferiscono creare una sorta di imbuto di corpi e far scendere una persona alla volta, magari sbuffando contro l'inefficienza delle nord che in questa rara occorrenza non c'entra una fava.
Una volta riusciti a salire non è che si infilano nei corridoi, no, si fermano in mezzo alle palle, per la serie: "io mio posto ce l'ho, degli altri me ne fotto".
Che è doppiamente assurdo perché a stare in mezzo vieni spintonato ovunque tipo pogo Song2* mentre nei corridoi o al piano sopra (nelle carrozze doppie) starebbero molto più comodi.
è un fenomeno che andrebbe studiato.

[...]And there it went, Almost like your life, That was just your life[...]

*questo per capirlo va vissuto.