sabato 14 giugno 2008

Hollow man

R.E.M.
2008
...

I've been lost inside my head
Echoes fall off me
I took the prize last night
for complicated mess
for saying things I didn't mean
and don't believe

Believe in me
Believe in nothing
Corner me
And make me something
I've become the hollow man
have I become the hollow man I see?

I see this echoing
You had placed your trust in me
I went upside down
I emptied out the room in thirty seconds left
I can't believe you held your ground

Believe in me
Believe in nothing
Corner me
And make me something
I've become the hollow man
have I become the hollow man I see?

I'm overwhelmed
I'm on repeat
I'm emptied out
I'm incomplete
You trusted me
I want to show you
I don't want to be the hollow man

Believe in me
Believe in nothing
Corner me
And make me something
I've become the hollow man
have I become the hollow man I see?

giovedì 12 giugno 2008

sacco

Per tutta una serie di motivi molto tristi ed irrimediabilmente pallosi non frequento più la mia storica palestra di karate.
Qui attorno c'è poca speranza di trovare un alternativa, ma un paio di ore fa passando in piscina vedo che ci sono nuovi corsi open nelle sale della palestra sopra e tra questi c'è Kickboxing.
Mai stato un fan, ma provare giusto per...

Guarda io non so proprio niente di Kickboxing ho fatto per anni karate, ma non c'entra una fava.
Tranquillo nessun problema qui non ci si allena a livello agonistico è giusto per tenersi in forma.

mh... Non sono troppo convinto e ho l'impressione che la cosa si capisca benissimo.

Fai così, ti faccio provare così ti fai un idea, sai sparrare un po'?
si, direi di si, vediamo com'è sta cosa.

Si gira e chiama babi, bibo, una roba del genere, li per li non presto molta attenzione al nomignolo occupato come sono a far mente locale sul fatto che tra qualche momento dovrò allenarmi con un energumeno di novanta chili.

Arriva una tizia con guanti e caschetto.

...mi pigli per il culo? penso.

Lei è Barbara, allenati un po' con lei che ti fa vedere come si fa.
ciao, Barbara.
Marco, ciao.
Mentre mi sistemo i guanti la guardo non senza un certo imbarazzo.

Il paradenti non serve, non tiriamo in faccia ok?
ok. ...volevo ben vedere.
Comincio io, pronto? e si mette in guardia.
Pronto, e mi metto in guardia, nella mia.

Mi fa notare che non è corretta, ah ops, scusa sono abituato in un altro modo.
Guardo la sua e provo a seguirla, è tipo quella da pugile e non mi sento per niente a mio agio, non ci sono abituato e usarla è come dire ad un mancino di scrivere con la destra, insomma viene uno schifo.
Annuisce e dice che così va bene.

Oh Gesù peso 75 kg e questa almeno almeno 20 chili meno di me, mentre mi sto chiedendo cosa potrà mai fare la signorina mi piazza un calcio sul fianco destro, sotto il gomito, proprio dove sentivo scoperta questa guardia del cazzo.
Uhm, ero distratto, il prossimo non passa.
Invece passa, solo dall'atra parte.

- questo - l'ho - sentito -

oeh bambolina non mi sto divertendo.

Ti ho fatto male?
Tesoro, ammetterò che mi hai fatto male quando mi trascineranno in ortopedia e forse nemmeno allora.
No no, vai tranquilla.

Nel frattempo nella stanza di fianco è cominciato qualche genere di corso pseudo tamarro e c'è la musica tunzatunzatunzatunza a un volume tale da inibire il pensiero.
Barbarella segue il ritmo e questo rende le cose molto, molto più facili, infatti niente più punti a segno, così in effetti è quasi banale.
Andiamo avanti per un cinque minuti, questa non ha nemmeno l'ombra del fiatone e anzi aggiunge rispondi pure eh.

Io penso che sono 4 minuti e 58 secondi che vorrei molto calorosamente rispondere e l'avrei anche fatto se non fosse che mi sembri fragile come vetro di murano e ho paura di rompere qualcosa.

Miss coda di cavallo in compenso non sembra avere questo genere di problemi e va giù con la ricercata delicatezza di un fabbro.
Finisce lo sparring proprio mentre stavo cominciando ad innervosirmi sul serio e alla fine credo sia stato meglio così.
bravo, dice tutta contenta e mi da una pacca sulla spalla.
bravo cosa che non ti ho nemmeno sfiorato, ma glisso con: grazie figurati sono un attimo fuori allenamento.
Se vuoi ora puoi fare un po' di sacco.
Visto che finora l'ho fatto io il sacco mi sembra una buona idea.

Considerazione

...Mah, ti dirò, come telefilm a me piace la signora in giallo.

mercoledì 11 giugno 2008

Villa B.

E' una bella giornata di sole, siamo stati graziati, penso mentre seguo la lancetta verde sul gps.
Faccio per parcheggiare, ma mi dicono, no, portala dentro c'è spazio.
Ottimo.
Il cancello è largo qualche centimetro più della macchina e la strada è piuttosto stretta, sudo freddo qualche secondo, ma tutto fila liscio.
Parcheggio, scendo e mi trovo nel giardino, davanti a me villa B.
Fa caldo e si sente odore di carbonella, non sono mai stato qui eppure mi ricorda qualcosa, ovviamente non ricordo cosa.
Saluto tutti.

Il cuoco mi intercetta per ultimo, Uella. ha una bandana con la bandiera nera del jolly roger, mi mette in mano un bicchiere di birra e sorride, l'ha fatta lui, stupito guardo le bottiglie sul tavolo e l'assaggio, cavolo è buona.
Anche la birra ti fai? ma è difficile? e per il luppolo come fai? maddai, ma quante ne sai?

Poi i padroni di casa mi sequestrano e mi dicono, Jes vieni, la devi vedere e mi fanno entrare nella villa.
Rimango senza parole, sembra di fare un tuffo nel passato praticamente è stata conservata come doveva essere anni e anni fa, i mobili gli oggetti, tutto.
Mi fanno fare un tour per ed io rimango inebetito ad osservare ogni dettaglio, ogni oggetto.
Le stanze sono enormi, come si facevano un tempo e anche se la villa è stata divisa in due parti è comunque molto grande.
Cucina, stanze da letto, stanze degli ospiti, cavolo è proprio una villa di altri tempi.
Il salone è grande e scuro, c'è un camino a metà alto fino al soffitto con davanti divani e poltrone, sul fondo una libreria e in mezzo il pianoforte.
Un tempo le persone si sedevano qui con il fuoco acceso e qualcuno suonava, e forse il padrone di casa stava seduto su quella poltrona a leggere un libro mentre fumava la pipa.
Ho paura di rompere qualcosa e cerco di muovermi con attenzione, i padroni di casa per contro non sembrano farsi particolari problemi a mostrarmi questo o quell'oggetto e a dirmi guarda, prova.
Mi fanno proseguire il giro a forza, mentre sono infatidito dal fatto di non essere riuscito a trovare il congegno del passaggio segreto nel caminetto, (sono fermamente convinto debba esserci).
Nello studio c'è uno scrittoio, sembra uscito da un film su Sherlock Holmes, ci sono la lampada, il ripiano regolabile e i cassetti e anche i pennini la ceralacca e quell'affare a mezzaluna per asciugare l'inchiostro.

è spettacoloso, indico, Posso?
Ma certo!
Mi ci siedo.
Assaporo l'attimo, mi fanno anche una foto, purtroppo non mi viene in mente nessun capolavoro, ma cazzo, non fa niente, ho sempre desiderato farlo.


Sono fottuto, potrei girare per questa casa per ore, mi propongo come higgins della situazione, sono disposto a sopportare anche un eventuale Magnum P.I. Varese non è distante e qualcuno dovrà pure curare questa casa.
Non ci sono solo lati positivi ciccio, l'inverno si fa sentire in queste stanze così grandi, e poi fidati dormire qui dentro da solo è abbastanza inquietante.
Immagino sia vero, ma sono convinto ci dormirei comunque anche solo per provare.

Mentre penso a questo mi fanno vedere un quadro con l'albero genealogico che risale fino al 1500.
Cerco immediatamente il nome cancellato, penso che ci DEVE essere il nome cancellato del parente con la storia oscura alle spalle.
Guardo bene, ma no, non c'è.
Vabè
Ok
Affascinante, io saprei indicare giusto fino ai bisnonni, e hm, nemmeno tutti.

L'ultima cosa che mi fanno vedere è accompagnata da "l'abbiamo lasciato per ultimo apposta" e ridono.
E' un muro in cantina e ci sono appese delle spade, vere.
Tra tutte riconosco immediatamente una striscia italiana e una sciabola da cavalleria, purtroppo non sono abbastanza esperto per dire di quando sono, ma non fa niente, va bene così.
Penso che forse sono state usate in qualche parata e questa cosa aggiunge fascino.

Il giro si conclude e dalla cantina usciamo nuovamente al sole accolti dal profumo di costine, in un attimo son tutti attorno al tavolo, non si scherza un cazzo qui. Il cuoco parla alla moglie e col coltello in mano sembra veramente un pirata se non fosse che nell'altra ha una salamella e che è buono come il pane.

Si mangia benissimo, il tempo fa qualche scherzo ma tiene, prima di andar via mi propongono di firmare il diario della casa.
eh? dico io.
Il diario della casa è un libro dove gli ospiti scrivono le loro impressioni e firmano, è un modo per ricordare e ce n'è sempre stato uno qui.
Non lo sapevo, si, volentieri.
Perdo un sacco di tempo a leggere i commenti degli ospiti e alla fine non mi viene nulla se non qualche frase banale che comunque scrivo e firmo.

Forse in futuro qualche ospite di Villa B. leggerà quello che ho scritto.
In ogni caso, grazie di tutto!

ps. Il discorso higgins rimane valido.